News e aggiornamenti

Norme e leggi a Crema


IL DIVORZIO BREVE

E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 11 maggio 2015, n. 107 la cosiddetta Legge sul Divorzio breve (Legge 6 maggio 2015, n. 55), che interviene sulla disciplina della separazione dei coniugi e del divorzio, riducendo i tempi per la domanda di divorzio, fino a questo momento fissati in tre anni decorrenti dal momento della separazione giudiziale o consensuale dei coniugi.

Tale intervento normativo completa il quadro delle misure acceleratorie in materia di divorzio e di separazione, recentemente introdotte dalla Legge 10 novembre 2014, n. 162 di conversione del Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 132, che ha previsto la possibilità di evitare di ricorrere al Tribunale, optando per una negoziazione assistita, ovvero di provvedere alla stesura accordi di separazione e divorzio davanti all’Ufficiale dello Stato Civile.
Con la riforma sul divorzio breve, si è voluto dunque ridurre le tempistiche per lo scioglimento del vincolo matrimoniale, ma non è stato compiuto il passo decisivo di eliminare la fase intermedia della separazione dei coniugi per giungere all'immediato scioglimento del matrimonio.

L’art. 1 della nuova legge modifica l’art. 3 comma 1 lett. b n. 2 della Legge n. 898/1970, disciplinante i casi di scioglimento del matrimonio.

Con la nuova legge la durata del periodo di separazione ininterrotta che consente ai coniugi di richiedere il divorzio scende da tre anni a sei mesi in caso di separazione consensuale, indipendentemente dalla presenza di figli. La nuova tempistica risulta applicabile anche in ipotesi in cui le separazioni, iniziate con un procedimento contenzioso, vengano poi definite con modalità consensuali. Il termine per calcolare la durata della separazione decorre della data dell'udienza di comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nel procedimento di separazione.

Se la separazione è stata definitiva con rito giudiziale i tempi di separazione ininterrotta tra marito e moglie necessari per richiedere il divorzio scendono da tre anni a dodici mesi. Anche in questo caso, il termine per calcolarne il periodo decorre dall'udienza di comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nell'ambito della causa di separazione personale.
In presenza di intesa in tal senso raggiunta tra i coniugi, sarà possibile separarsi, divorziare o modificare le condizioni di separazione anche davanti al Sindaco. In questo caso i due coniugi hanno la possibilità di decidere se usufruire o no dell'assistenza di avvocati difensori. Questa soluzione non è però percorribile in presenza di figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela, ovvero nei casi di trasferimento di patrimoni.

Tale procedimento è disciplinato dall'art. 12 del Decreto Legge n°132 del 2014.

L’iter da seguire: dopo trenta giorni dal ricevimento delle dichiarazioni delle parti contenenti le condizioni dell'accordo raggiunto dai coniugi, il Sindaco deve invitare nuovamente i coniugi a comparire davanti a se per confermare l’accordo medesimo. Anche in questo caso la durata del procedimento è pari a sei mesi.
PROCEDURE AGEVOLATE DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

Procedure extragiudiziarie di negoziazione assistita – Procedure innanzi all'Ufficiale di Stato Civile

Il procedimento extragiudiziario di negoziazione assistita è disciplinato dall'art. 6 del Decreto Legge n°132 del 2014 e deve essere svolto con l’assistenza di due avvocati differenti. Tale sistema agevolato e facilitato potrà riguardare sia la separazione che il divorzio o la modifica delle condizioni di separazioni. Rappresenta una via alternativa alla procedura giudiziale consensuale. L’atto che definisce l’accordo, in quanto titolo esecutivo, deve essere trasmesso al PM che, in caso di assenza di figli, attuerà solo un controllo formale. In presenza di figli, il PM si occuperà di verificare se l’accordo tutela gli interessi dei minori. Se l’esito è negativo, l’accordo viene inviato entro cinque giorni al Presidente del Tribunale. Gli avvocati delle parti devono poi trasmettere l’atto conclusivo all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune entro 10 giorni.

In questo caso, pur non essendo specificato nel testo di legge, il termine di sei mesi per divorziare decorre dalla data in cui risulta certificato l'accordo di separazione definito a seguito di convenzione di negoziazione assistita, ovvero dalla data dell'atto contenente l'accordo di separazione concluso innanzi all’Ufficiale dello Stato Civile.
LO SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE LEGALE DEI BENI DOPO LA RIFORMA

Con la nuova legge, anche l’articolo 191 del Codice Civile disciplinante lo scioglimento della comunione legale viene arricchito di un nuovo comma, che prevede l’anticipazione dello scioglimento della comunione legale al momento in cui, nel procedimento di separazione giudiziale, il Presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separati.

Nella separazione consensuale, invece, tale momento decorre dalla data di sottoscrizione del relativo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al Presidente del Tribunale, purché successivamente omologato.

Nel caso in cui i due coniugi si trovino in regime di comunione dei beni, l’ordinanza che autorizza i coniugi a vivere separati deve essere comunicata all’Ufficiale dello Stato Civile per l’annotazione sull’atto di matrimonio dello scioglimento della comunione.

La precedente normativa, all’articolo 191 del Codice Civile, prevedeva che la separazione dei coniugi potesse essere considerata quale uno dei motivi che comportano lo scioglimento della comunione, la cui effettiva applicazione si verificava solo al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Lo scioglimento ha efficacia ex nunc e, quindi, non retroagiva fino al momento della domanda di separazione personale. Ciò comportava molteplici conseguenze di ordine negativo. In primo luogo il rischio che il patrimonio comune rimanesse immobilizzato, quantomeno per tutta la durata del giudizio di 1° grado della separazione giudiziale, se non addirittura per altri due gradi di giudizio (appello e procedimento di Cassazione).
ADDIO ALLO STORICO ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CREMA

Dopo la soppressione del Tribunale di Crema, risalente al mese di settembre 2013, gli avvocati di Crema hanno purtroppo perso anche il loro punto di riferimento associativo. A partire dal primo Gennaio 2015, infatti, tutti gli avvocati iscritti all’Albo di Crema, istituzione storica con più di due secoli di vita, sono confluiti d'ufficio nell’Albo degli Avvocati di Cremona. La notizia della decisione adottata dal Ministero di Grazia e Giustizia di sciogliere, tra gli altri, l’Ordine forense cremasco e di accorparlo a quello di Cremona, arrivata nel mese di Settembre 2014, ha purtroppo confermato quanto già era nell’aria da tempo.
Gli acquisti compiuti da un solo coniuge in questo lasso di tempo potevano cadere nel regime di comunione, anche se i coniugi ormai non coabitavano più ed era venuta meno la comunione morale e spirituale che li univa.

La modifica normativa consente, pertanto, di definire e separare nell'immediato i rapporti patrimoniali tra coniugi in regime di comunione legale.

LE NORME TRANSITORIE

La nuova legge prevede altresì una disposizione transitoria che stabilisce che le nuove previsioni sulla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio e di anticipazione dello scioglimento della comunione legale, si applichino a tutte le domande di divorzio proposte dopo l’entrata in vigore della legge, anche quando sia pendente a tale data il procedimento di separazione personale costituente presupposto della domanda.


La chiusura del Tribunale di Crema aveva costituito l'antefatto a cui dopo oltre un anno si è poi verificato l'ineluttabile evento soppressivo per gli Avvocati di Crema. Le varie iniziative, adottate a partire dalla primavera del 2014, con le quali l’Ordine degli Avvocati di Crema si era adoperato per la propria salvaguardia, e quindi per non essere soppresso ed accorpato a quello di Cremona, nel tentativo di mantenere la propria individualità ed autonomia, non hanno purtroppo portato a risultati risolutivi, tanto che il 16 Settembre 2014, con una circolare del Ministero di Giustizia, è arrivata l’ufficialità della cancellazione: << soppressi ex lege, dal primo Gennaio 2015, gli Ordini forensi istituiti presso i tribunali a loro volta soppressi >>.

Di conseguenza, a partire dal 01 Gennaio 2015 gli oltre 500 avvocati presenti sul territorio della provincia di Cremona risultano unificati in un unico albo di categoria, tenuto dall'Ordine degli Avvocati di Cremona.

Dopo le elezioni di fine Gennaio 2015, gli Avvocati di Crema e di Cremona hanno dunque un nuovo Consiglio del proprio Ordine professionale unificato, composto da esponenti sia cremaschi che cremonesi. Le consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine, hanno difatti registrato il successo della lista “Partecipare e decidere” formata da undici avvocati, di cui sette già appartenenti all'Ordine Forense di Cremona e quattro provenienti dal soppresso Ordine di Crema. Al nuovo Consiglio spetta, dunque, il difficile compito della gestione di una compagine eterogenea e trasversale ed il complicato percorso per conciliare e coordinare le esigenze e le peculiarità degli avvocati di Cremona con quelle differenti degli avvocati di Crema. Ciò al fine di superare ogni possibile diversità di condizione e perseguire obiettivi condivisi ed unitari.

D'altro canto l'Avvocatura, nella sua più elevata e nobile accezione, rifuggendo da divisioni e da divergenze al suo interno, deve trovare la sua forza, sia in ambito nazionale che locale, proprio nella coesione e nell'unità d'intenti, per fronteggiare con la leva della compattezza sfide sempre più impegnative, a tutela della propria autonomia e delle proprie irrinunciabili attribuzioni.
Gli ultimi aggiornamenti normativi e in ambito legale: per consulenze, info@studiolegalebranchi.com
Share by: